Origini

click per ingrandire CERIALE, ha origine nel Medioevo da un piccolo borgo di pescatori ed agricoltori, di proprietà del Vescovo di Albenga e divenne Comune autonomo nel 1798.
Nella notte del 2 luglio 1637, Ceriale subì un'invasione da parte di pirati algerini, con a capo il feroce Ciribì, che con i suoi uomini devastarono la Chiesa, uccisero una trentina di persone e ne deportarono circa 300 in Algeria che furono successivamente riscattati da parte dei familiari.

Storia

Contrariamente ad altri antichi centri liguri, CERIALE non può vantare rapporti con la storia generale italiana, avendo quasi sempre vissuto all'ombra della vicina e più potente Albenga, governato dalle sue disposizioni e dai suoi statuti e giungendo poi alla ribalta della storia soprattutto per il famoso saccheggio del 1637.

Le origini della località non sono ben definite, per quanto le prime notizie di un nucleo abitato nella zona risalgono all'epoca romana e trovino conferma nei ritrovamenti di resti risalenti a quel periodo.
Intorno al 1870 venne infatti alla luce, in località Ghiara di Pomaria, nei pressi del torrente San Rocco, una tomba o urna cineraria romana nella quale si rinvennero ossa combuste mescolate a carboni ed a vasetti di vetro.

click per ingrandire Sulla vita del probabile villaggio romano, dall'inizio dell'era volgare sino al XII secolo non si hanno notizie, ma è certo che il territorio continuò a far parte di Albenga e quando tra il X e XII secolo i vescovi assunsero una fisionomia feudale, giungendo a ottenere vasti possedimenti, quelli di Albenga ebbero il possesso dell'ampia zona della riviera di ponente da Pietra Ligure a San Remo.

Alle crociate, che rappresentarono uno dei più importanti avvenimenti politici ed economici del XII e XIII secolo, parteciparono anche gli albenganesi con i genovesi, i savonesi ed i nolesi. Questo favorì il completamento di quel processo che doveva portare le città più importanti all'indipendenza politica ed economica: Albenga tra gli altri, fu tra i primi liberi Comuni.

Nel corso del XVIII secolo CERIALE risulta governata da un "console" il quale, eletto dai cittadini, esercitava il potere cicile mentre il "sindacato", vale a dire il controllo legislativo e criminale, rimaneva soggetto ad Albenga.

Gli avvenimenti della fine del secolo dovevano costituire, per la vecchia "villa" albenganese, il raggiungimento dell'autonomia amministrativa.

La battaglia di Loano del novembre 1795, che fu la prima grande vittoria di Napoleone in Italia, apri con quella di Montenotte dell'aprile del 1796, le porte d'Italia alle truppe francesi ma la località, per quanto fosse diventa sede di un campo fortificato degli austriaci, posto tra Borghetto e CERIALE, non fu teatro di scontri tra gli opposti eserciti.

click per ingrandire Nella Repubblica Democratica Ligure, instaurata il 2 dicembre del 1797 e seguita al precedente governo oligarchico, CERIALE divenne nel 1798, Comune autonomo, indipendente da Albenga e capoluogo di cantone nella Giurisdizione del Centa. Il Comune ebbe anche il suo stemma ce si ispirò, araldicamente , alle teorie sulla fondazione del borgo. La nomenclatura araldica dello stemma di CERIALE può infatti essere la seguente: "Troncato: nel primo d'argento, al vusto ritto e armato, di figurazione mitologica (probabilmente Cerere): nel secondo, al mare ondato d'azzurro, con sottostante pianura erbosa, caricati di un covone di rumento legato".
CERIALE entrò poi, nel 1800, nel Dipartimento di Montenotte per essere nuovamente aggregata ad Albenga, dal 1814 al 1863, quando la stessa venne elevata a capoluogo di provincia. Rimase ancora legata ad Albenga dal 1863 al 1927 quando, col nuovo riordinamento amministrativo, la stessa venne ridotta a capoluogo di circondario nella provincia di Genova, per passare poi definitivamente alla provincia di Savona.

click per ingrandire L'economia del piccolo borgo fece leva, nei secoli scorsi, soprattutto sull'agricoltura date che il territorio che, da Albenga si estende fino a CERIALE, costituisce una delle più ampie e fertili piane della Liguria.
Sull'operosità agricola dei cerialesi e sulla situazione di questo settore economico sul finire del XIX secolo, B. E. Maineri scrisse "Agricoltori per natura, spegano una operosità rara nel trarre dal suolo, cespite unico di loro ricchezza, la maggior copia di prodotti mercé una coltivazione realmente intensiva. Sono altrettanti piccoli proprietari, conduttori diretti dei propri fondi, la cui energia e mano d'opera vengono interamente consacrate alla terra; e tale è il frazionamento o divisione della proprietà fondiaria, che riesce talor vana in paese la ricerca di giornalieri per le faccende agresti, l'opera dei quali è i ai proprietari o possidenti di maggior conto."